Bambino iperattivo: consigli di comportamento per genitori
7 Aprile 2020  //  Cura del bambino  //  Nessun Commento   //   157 Views

Come riconoscere il problema

Si chiama iperattività o, per dirla utilizzando la terminologia medica, Disturbo da Deficit di Attenzione (ADHD): tipico dell’età dello sviluppo, si manifesta nel 4% dei bambini.

I piccoli che devono fare i conti con questo disturbo sono impulsivi, hanno difficoltà di concentrazione, sono sempre in movimento e insofferenti alle regole e spesso sono etichettati come “piccole pesti”. Il modo migliore per accompagnare i bambini iperattivi nella crescita, però, non è sottoporli a continui rimproveri e punizioni, ma adottare delle semplici strategie.

Vediamo insieme i sintomi del disturbo e come imparare a gestirli al meglio.

I comportamenti più diffusi

I bambini con un ADHD hanno un’intelligenza normale e talvolta superiore rispetto a quella dei loro coetanei, ma il disturbo li porta ad essere ipersensibili agli stimoli. È per tale motivo che faticano a concentrarsi su un solo obiettivo per lungo tempo e si stancano davanti ad attività da loro ritenute noiose.

Allo stesso tempo, sono ipereccitabili e vivono le emozioni in modo amplificato. A ogni loro sensazione corrisponde sempre una reazione spesso impulsiva, che si può tradurre in movimenti improvvisi, scatti, nella difficoltà di stare seduti, in corse e salti anche in contesti pericolosi e atteggiamenti provocatori.

La sindrome viene diagnosticata generalmente prima dei sette anni e può presentarsi secondo diversi quadri clinici. In ogni caso, però, è con dedizione e pazienza che si può contrastare la difficoltà di comportamento del proprio bambino, riconoscendo eventualmente anche la necessità di un aiuto da parte di medici e psicologi.

Cosa fare per incentivare gli atteggiamenti positivi

Come gestire un bambino iperattivo? Punizioni e rimproveri non servono a molto per gestire i bambini iperattivi. Contrariamente a quanto si pensa, infatti, questo tipo di correzioni potrebbero renderlo frustrato e ancor più intollerante alle regole e porrebbe troppe attenzioni sugli atteggiamenti ritenuti sbagliati che il piccolo compie.

Il modo migliore per rapportarsi con un bambino con disturbi dell’attenzione è quello di premiare tutti i suoi progressi, gratificando il suo impegno. Inoltre, è altrettanto importante che i genitori si offrano essi stessi come modelli pacati e riflessivi, evitando di gridare o mostrarsi in preda alla rabbia.

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Ovviamente, in caso di “marachelle” è giusto rimproverare il bambino, ma scegliendo il modo migliore per farlo. Piuttosto che sgridarlo davanti agli altri, è meglio isolarlo e spiegargli il danno commesso con un tono deciso, ma calmo. Lo stesso vale quando gli si vogliono insegnare delle regole e delle “buone norme” di comportamento. È meglio spiegare ai piccoli iperattivi cosa sia concesso loro fare, e in che modo, piuttosto che impartire divieti.

Quando ci si chiede come gestire un bambino iperattivo è importante stabilire una routine che sia rassicurante e che preveda delle attività giornaliere stimolanti. Tra queste non è da sottovalutare il momento dedicato al gioco – che può rivelarsi ancor più utile se al divertimento si unisce anche una parte didattica – e allo sport. Grazie all’attività fisica, infatti, gestire un bambino iperattivo può diventare più semplice: al dispendio energetico si unisce anche l’educazione all’autocontrollo. Via libera agli sport di squadra, che tengono a freno l’impulsività e favoriscono la collaborazione con i coetanei.

 

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