Che cosa sono le diottrie?
9 luglio 2019  //  Benessere vista, Consigli di Benessere  //  Nessun Commento   //   80 Views

Attenzione alla confusione

Decimi, gradi, diottrie: quando si parla di occhi, vista, lenti e occhiali c’è molta confusione su quale sia il parametro da considerare o cosa significhino questi termini. Al contrario di quello che molti possono pensare, queste parole si riferiscono a misure diverse, e non sono sinonimi. Prima di avere un consulto oculistico è bene capire cosa sono le diottrie, i concetti chiave quando si parla di lenti.

La definizione

In ottica la diottria è l’unità di misura del potere rifrattivo di una lente; meno tecnicamente viene anche chiamata forza della lente. Questo potere di rifrazione, essenziale per capire cosa sono le diottrie, indica la capacità di una lente o di un sistema ottico di deviare i raggi luminosi provenienti da un oggetto esterno, in modo tale che questi possano formare un’immagine nitida e chiara.

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La diottria è un paramento essenziale quando si devono preparare delle lenti correttive per chi ha problemi di vista, perché è rapportata alla gravità del proprio difetto visivo. Il valore può essere positivo o negativo: esistono, infatti, lenti positive (che ingrandiscono) per correggere l’ipermetropia e la presbiopia, e lenti negative (che rimpiccioliscono) indicate per la miopia. Ora che è chiaro cosa sono le diottrie, è bene capire qual è la scala con cui sono misurate e che aiuta a definire la gravità del difetto visivo.

Le differenze con gli altri termini

In base alle diottrie è possibile quantificare e classificare la gravità del difetto della vista dal quale si è affetti. Ad esempio nel caso della miopia essa viene detta lieve fino a -3 diottrie, intermedia fino a -6, elevata oltre quest’ultimo valore.

I decimi indicano invece la distanza da cui una persona riesce a visualizzare correttamente determinate immagini. Spesso, quando ci si reca da un oculista, questo usa una tabella con righe di lettere o simboli di grandezza progressiva, per misurare la nostra vista. Questa tabella è detta tavola ottotipica e serve per calcolare il grado di acutezza visiva in decimi.

I gradi, invece, riguardano soprattutto gli specialisti. È quindi scorretto dire “mi mancano due gradi”, perché questo paramento non misura le mancanze della vista, ma indica solamente l’asse di orientamento per poter correggere l’astigmatismo.

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