Dormire sonni poco tranquilli: quando il neonato si sveglia piangendo
2 luglio 2019  //  Consigli di Benessere, Curiosità  //  Nessun Commento   //   226 Views

I problemi dietro il pianto del bambino

Se una persona riposa tranquillamente si tende a dire che dorme come un neonato, peccato che i bambini piccoli siano famosi proprio per avere il sonno delicato. Quando si alzano nel cuore della notte, urlando e lacrimando, è un vero problema per i genitori, ma anche per i piccoli che, con questo atteggiamento, vogliono forse comunicare qualcosa riguardo alla loro salute. Ecco cosa c’è da sapere quando ci si chiede perché un neonato si sveglia piangendo.

I motivi delle urla

Per prima cosa è utile ricordare che il pianto, soprattutto quando un bambino ha pochi mesi di vita, è l’unico modo che ha per esprimersi e comunicare con i suoi genitori. Nei più piccoli avere un sonno disturbato è quasi la norma, dato che il loro ciclo sonno-veglia è di circa quattro ore. Quando ci si chiede perché un neonato si sveglia piangendo, poi, è quasi d’obbligo considerare, prima di tutto, che lo faccia spinto dalla fame, o perché ha il pannolino sporco.

Le urla e le lacrime, però, possono segnalare anche la presenza di particolari dolori, soprattutto se i più piccoli soffrono di coliche o se stanno iniziando a spuntare i primi dentini. Da non sottovalutare, poi, anche il fatto che il neonato si svegli terrorizzato a causa del pavor nocturnus, un disturbo del sonno per lo più innocuo, causato da fattori ambientali che disturbano il riposo, come la luce o alcuni rumori.

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Come intervenire

Ora che si sono analizzati alcuni dei motivi alla base del perché un neonato si sveglia piangendo, si può scoprire quali soluzioni è meglio adottare per consolarlo.

Nel caso in cui le lacrime siano indice di fame o della necessità di essere cambiato, sarà sufficiente rispondere a questi due bisogni primari, attraverso l’allattamento o la sostituzione del pannolino. Qualora, invece, a interrompere il sonno sia stato un incubo o un episodio di pavor nocturnus, è sempre meglio aspettare che il bambino si calmi da solo. Nei primi mesi di vita, infatti, non ha ancora la capacità di distinguere le persone attraverso la vista. Prenderlo in braccio, quindi, rischierebbe di spaventarlo ulteriormente. È molto meglio, in questi casi, parlargli dolcemente e attendere finché non si addormenta.

Quando i motivi del pianto sono invece le coliche, è possibile intervenire con dei massaggini alla pancia. Se, invece, sono i primi dentini a destare problemi, si può alleviare il dolore massaggiando le gengive con gel realizzati con ingredienti naturali e ad azione antinfiammatoria. In caso di dubbio si consiglia comunque di rivolgersi ad un medico.

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