Che cos’è la fotofobia?
28 Aprile 2020  //  BENESSERE, Benessere vista  //  Nessun Commento   //   132 Views

Quando la luce intensa provoca fastidio

È frequente per molte persone provare fastidio per l’esposizione a una luce molto intensa, spesso associata ai raggi solari, a un forte riflesso sull’acqua, sulla sabbia, sull’asfalto o sulla neve, oppure a una lampadina puntata in direzione degli occhi. Talvolta il disagio diventa così acuto che si trova difficoltà a tenere le palpebre aperte, tanto da sentire il bisogno di indossare gli occhiali da sole per trovare sollievo.

La causa è la fotofobia, occhi irritati e ipersensibili, una condizione spesso scatenata da una situazione oggettiva, ma anche da particolari problemi di salute.

Le cause scatenanti la fotofobia

La motivazione più comune associata alla sensibilità alla luce è la scarsa presenza di melanina, una sostanza che aiuta a proteggersi dai raggi luminosi. Le persone con gli occhi chiari, infatti, sono più soggette alla fotofobia rispetto a chi ha gli occhi scuri.

La fotofobia non è una patologia, ma può essere un sintomo comune associato a diverse condizioni: in chi è affetto da albinismo oculare, ad esempio, questo problema si presenta fin da bambini a causa della totale mancanza di melanina nell’occhio.

Anche l’emicrania ha tra i suoi effetti la fotofobia: in questo caso, il sintomo non proviene da una problematica degli occhi, ma da una nevralgia che aumenta la percettività dei suoni e della luce.

Un trauma, una contusione o una piccola lesione possono avere come conseguenza la fotofobia. Basta un piccolo incidente, come un dito nell’occhio o una piccola escoriazione provocata da una lente a contatto, per danneggiare la cornea, ovvero la parte più esterna dell’occhio dalla quale entra la luce.

Le infezioni sono altrettanto pericolose e possono insorgere a seguito di una cattiva gestione delle lenti a contatto, colpevoli di apportare numerosi batteri nell’occhio se non indossate e pulite correttamente. I virus, invece, possono essere il principio di infezioni come la congiuntivite, riconoscibile dalla presenza di rossore e secrezioni biancastre.

Queste condizioni non sono preoccupanti se non comportano un calo della vista e il problema è facilmente risolvibile tramite il consulto del medico o dell’oculista, che saprà indicare la pomata antibiotica più adatta o le giuste gocce oculari da applicare per normalizzare la situazione.

Alcuni principi attivi presenti nei farmaci, infine, possono avere l’ipersensibilità alla luce come effetto collaterale. Alcuni esempi sono la scopolamina e l’atropina, il furosemide, il chinino e la doxiciclina.

Il trattamento della fotofobia

Il miglior rimedio per trovare sollievo dalla fotofobia consiste nell’andare a indagare alla fonte del sintomo. Quando la condizione che innesca la sensibilità oculare viene trattata con i metodi adeguati, i sintomi diminuiscono o scompaiono.

Se il disagio è causato dall’assunzione di un farmaco, è utile parlarne con il proprio medico per considerare una riduzione del dosaggio o la sostituzione della terapia.

Se invece la fotofobia è conseguenza di semplici aspetti genetici, si possono alleviare i sintomi evitando l’esposizione a fonti di luce intense o munendosi di occhiali da sole con protezione UV e di cappellini con la visiera o a tesa larga.

In alternativa, si può optare per degli occhiali da vista con lenti fotocromatiche, che si oscurano gradualmente al bisogno. Gli occhiali da sole con lenti polarizzate sono l’ideale per chi è infastidito dal riverbero proveniente dalle superfici riflettenti.

Esistono anche delle particolari lenti a contatto in grado di filtrare e dosare la quantità di luce che entra nell’occhio, pratiche e confortevoli a chi per necessità frequenta ambienti molto luminosi per lungo tempo.

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