Inquinamento acustico e protezione dell’udito
13 marzo 2015  //  BENESSERE, Benessere orecchie  //  Nessun Commento   //   949 Views

ACUSTICO

Sapete se siete vittima dell’inquinamento acustico?

Scommetto che molti non ci hanno mai fatto caso, eppure le nostre orecchie sono sottoposte ogni giorno allo stress dei rumori di una società caotica e dinamica che ci trascina con foga tra mille impegni e imprevisti.

Una conseguenza comune di questa trascuratezza è la cosiddetta annoyance, ovvero un insieme di disturbi quali irritazione, stress, ansia e stanchezza che derivano dall’affaticamento dell’orecchio. Che sia colpa del lavoro che si svolge (per gli adulti) o di una scuola chiassosa (per i più piccoli) , è difficile stabilire un accurato controllo sull’inquinamento acustico, talvolta in grado di scatenare vere e proprie malattie: ovviamente la sordità (la perdita irreversibile di cellule uditive) ma anche problemi cardiocircolatori (ipertensione, ischemia) e, per concludere questa parziale lista, emicranie e insonnia.

Cosa può fare la società per migliorare la situazione?

Dal punto di vista governativo è stato proposto in tutta Europa di porre dei limiti più restrittivi alle emissioni di smog acustico delle automobili. Si è cercato di aumentare i controlli in luoghi pubblici particolarmente esposti al fenomeno come uffici e scuole. Nel piccolo ogni città dovrebbe stabilire dei metodi accurati per favorire una minore immissione di rumori nell’ambiente cittadino, visto che,econdo i dati ISTAT, si tratta di un problema di cui si lamentano oltre il 32% delle famiglie italiane. Ad esempio tramite l’espansione (spaziale e temporale) delle zone a traffico limitato si possono cogliere due piccioni con una fava, riducendo al contempo l’inquinamento acustico e atmosferico.

Discoteca

Cosa possiamo fare NOI per migliorare la situazione?

Di certo non possiamo (e, ammettiamolo, spesso non vogliamo) rinunciare all’utilizzo smodato di smartphone o di qualsiasi altro dispositivo per ascoltare la nostra musica, e di certo non possiamo allontanarci dal centro urbano in cui viviamo, se non per una vacanza (e anche quella spesso rumorosa) che non risolve il problema.

 Allora cerchiamo informarci su quali suoni si possono evitare e soprattutto quando e a che intensità questi diventano pericolosi. L’inquinamento acustico è dato dal rapporto tra l’intensità del suono, misurato in decibel e la frequenza temporale d’esposizione: in pratica più forte e per più tempo ascoltiamo un suono, più questo è pericoloso.

 La musica dal vivo, ad esempio, è quantificabile mediamente in 115 decibel che non dovrebbero essere ascoltati per oltre 28 secondi di seguito. Un esempio di smog acustico tollerabile è l’ascolto di 85 decibel per un massimo di 8 ore. In ambienti molto rumorosi come le discoteche sarebbe consigliabile invece prendersi una pausa di 15 minuti per ogni ora e mezza passati all’interno del locale.

Si tratta di soluzioni così complesse? Non sembra poi così difficile adoperarsi in questi accorgimenti, basta cercare un compromesso con la vita frenetica di tutti i giorni!