Quando il neonato riconosce mamma e papà
28 maggio 2019  //  Curiosità  //  Nessun Commento   //   170 Views

Quando un neonato riconosce i genitori

Le prime cose che un bambino appena nato vede sono solo ombre e sagome. La vista, infatti, è uno degli ultimi sensi a svilupparsi nel neonato, che nei primi mesi si affida principalmente al tatto e all’olfatto. Anche se il piccolo è in grado di regalare smorfie e lunghi sguardi, spesso questi segnali sono del tutto involontari. Ma allora quando un neonato riconosce i genitori?

Occorre innanzitutto fare una distinzione tra il riconoscimento della mamma e quello del papà, che avvengono in momenti sostanzialmente diversi. Il primo incontro con la madre, nella maggior parte dei casi, avviene subito dopo il parto. Il neonato viene appoggiato al petto della donna e in modo del tutto naturale si attacca al suo seno. Il suo è quindi un riconoscimento “primordiale”, che fa affidamento sul contatto e sull’odore del corpo.

 Il momento del papà

Se per la mamma il riconoscimento è dunque qualcosa di naturale e di fisico, per il papà è necessario un feedback più significativo, come un sorriso o una smorfia. È importante per l’uomo trascorrere molto tempo insieme al piccolo, in quanto il contatto gli consente di stabilire con lui un legame il più vicino possibile a quello instaurato con la madre. Per capire davvero quando un neonato riconosce i genitori è quindi importante osservare gli sguardi e i sorrisi che il bambino rivolge in questi momenti di intimità.

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L’udito e l’olfatto

In questo processo hanno grande importanza soprattutto l’udito e l’olfatto. Il piccolo riconosce perfettamente il suono della voce della mamma e del suo papà, che già percepiva dal pancione. Ecco perché per calmarlo è importante parlargli e cullarlo anche a parole, non soltanto con i gesti. Anche il profumo della mamma è un segnale importante per il piccolo, che ne distingue l’odore immediatamente.

Quando un neonato riconosce i genitori non lo fa soltanto con la vista, ma utilizza tutti e cinque i sensi, ecco perché è importante il contatto costante tra i corpi.

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