Pianto del neonato: quando preoccuparsi?
19 marzo 2019  //  Curiosità  //  Nessun Commento   //   56 Views

Le cause del pianto dei più piccoli

Per i bambini appena nati il pianto rappresenta una delle prime forme di comunicazione. Capire le cause e interpretare correttamente questa modalità espressiva è allora essenziale per intervenire nel modo più appropriato, senza eccessivi allarmismi. Sono infatti molti i genitori che guardano con apprensione il piccolo lamentarsi e dimenarsi, senza sapere bene come intervenire. Ecco, quindi, quali sono le ragioni principali del pianto del neonato: ma quando preoccuparsi davvero?

La fame è senza dubbio il motivo più frequente: ci sono bambini che attendono pazientemente il momento della poppata, tanti invece manifestano il loro appetito piangendo. Anche la stanchezza e il malessere sono cause comuni delle lacrime: sollecitare eccessivamente i piccoli può farli diventare irascibili, suscitando attacchi di pianto, così come anche il pannolino sporco o una colichetta possono generare una crisi. Attenzione inoltre alla temperatura – non deve essere né troppo alta né troppo bassa – o ai disturbi legati alla dentizione.

Spesso poi i bambini piangono semplicemente per richiamare l’attenzione: il bisogno di rassicurazioni e di coccole può essere il motivo alla base delle lacrime del piccolo.

Quando bisogna preoccuparsi?

A proposito del pianto del neonato, quando preoccuparsi? Nel caso in cui il bambino pianga senza motivo e la crisi duri per oltre mezz’ora, o magari è accompagnata da un rossore in viso, allora è il caso di intervenire.

Se il pianto è molto acuto e persiste nonostante le attenzioni date e se il piccolo diventa paonazzo in volto, gli manca il respiro e magari è anche caldo, è preferibile consultare il pediatra e spiegargli la situazione.

Sarà il medico, poi, a valutare se e come intervenire. Per fortuna nella maggioranza dei casi relativi al pianto del neonato non bisogna preoccuparsi: i lamenti spesso finiscono in fretta se si comprende di cosa ha bisogno il piccolo. Affidarsi al proprio istinto materno e armarsi di tanta pazienza, quindi, sono le soluzioni migliori.

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