Come scegliere il ciuccio per il neonato
18 giugno 2019  //  BENESSERE, Curiosità  //  Nessun Commento   //   136 Views

Un oggetto che ricorda la mamma

Succhiare il ciuccio soddisfa nel bambino un bisogno primario, quello della nutrizione, ma permette anche al piccolo di ristabilire un contatto “diretto” con la mamma perché la forma richiama quello del capezzolo materno. Dunque non è solo uno strumento che i genitori usano per calmare il bimbo quando piange, ma un oggetto che accompagna il piccolo per molti mesi. È quindi importante capire come scegliere il ciuccio per un neonato.

Le diverse tipologie

Nonostante a chi diventa genitore per la prima volta i ciucci sembrino tutti uguali, in realtà possono essere fatti con materiali e in forme diverse. Questi accessori possono avere tre conformazioni principali: a ciliegina, a goccia o anatomici. Ogni bambino ha la sua preferenza, ma in linea di massima, quando si cerca di capire come scegliere il ciuccio per un neonato occorre seguire le esigenze del piccolo.

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I ciucci a ciliegia, più tondeggianti, riproducono la forma del capezzolo materno. Non sono i più consigliati dai pediatri, in quanto essendo molto grandi coprono un po’ il naso e potrebbero non adattarsi bene alla conformazione del palato del piccolo. Per questo si potrebbe decidere di virare sui ciucci a goccia, i quali tengono conto delle caratteristiche anatomiche della bocca del bebè. Hanno infatti una forma schiacciata ed ellittica, ed un formato molto piccolo e sottile. Arrivati fin qui appare quindi chiaro che nel capire come scegliere il ciuccio per un neonato, l’aderenza dello strumento al palato del piccolo è una variabile importante.

Potrebbe quindi essere una buona idea optare per un modello anatomico. Come quelli a goccia, anche questi tengono conto delle caratteristiche della bocca del bebè e hanno una forma schiacciata ed ellittica, ma leggermente ripiegata verso l’alto, e sempre in un formato particolarmente ridotto.

I materiali

Per capire come scegliere il ciuccio per il neonato occorre anche prestare attenzione ai materiali. Sono due le opzioni più diffuse: silicone e caucciù. I modelli realizzati con il primo materiale sono trasparenti, indeformabili, non assorbono odori e sapori e non subiscono alterazioni nemmeno se li si sterilizza spesso. Quelli fatti in caucciù, una gomma naturale e morbida, sono più resistenti alla pressione dei denti, e quindi indicati dai sei mesi in avanti. Il lato negativo è che assorbono odori e sapori, e dopo troppe sterilizzazioni potrebbe rovinarsi.

Due punti su cui molti genitori sono dubbiosi sono la sterilizzazione del ciuccio ed il momento in cui toglierlo al bebè. I pediatri concordano che gli svantaggi cominciano ad essere superiori ai benefici oltre i 10-12 mesi di età, specialmente se i piccoli lo tengono in bocca per tante ore.

Un’altra grande incognita riguarda la sterilizzazione. È inutile farla quando il bambino inizia a gattonare, perché bisognerebbe sterilizzare tutta la casa, mentre è consigliata entro i sei mesi, quando il suo sistema immunitario non è ancora del tutto sviluppato. La sterilizzazione deve avvenire ogni volta che il ciuccio tocca terra e comunque almeno una volta al giorno.

 

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